iRacing

iRacing is not a videogame

iRacing nasce dalla mente di David Kaemmer, designer considerato come una sorta di semi-divinità da qualsiasi appassionato di sim-racing. Kaemmer ha fondato la leggendaria software house Papyrus e ha creato Grand Prix Legends, simulatore che dopo più di dieci anni dalla sua uscita viene ancora considerato uno dei migliori sulla piazza. Uno dei motti di iRacing è proprio “iRacing is not a videogame”, che la dice lunga sulla natura di un prodotto indirizzato principalmente verso due sole tipologie di utenti: veri piloti di professione e appassionati di simulazioni senza compromessi. Ogni compromesso che possiamo troviare nei giochi di guida destinati al mercato di massa, infatti, viene completamente a mancare: non esistono aiuti alla guida, non esistono visuali esterne, non esiste cambio automatico, non esistono invisibili correzioni che tengono l’auto in pista anche quando il pilota osa troppo (presenti a iosa nei tanti videogiochi comunemente definiti “simulativi”).

La formula di iRacing è quella del servizio online. Non esiste una copia fisica del software, ma solo un client che viene scaricato una volta stipulato un abbonamento al servizio, che può variare da un mese a due anni di durata in base alle scelte dell’utente. Acquistando abbonamenti per lunghi periodi si ottengono naturalmente grandi sconti: la soluzione migliore è quello per due anni, dal costo poco superiore ai 100€. Non mancano periodi promozionali dove gli utenti possono provare iRacing per un mese senza nessuna spesa. Con l’abbonamento base si ha diritto a tre auto (Pontiac Solstice, SCCA Spec Racer Ford, Legends Ford ‘34) e sei piste (Laguna Seca, Lime Rock Park, Summit Point Raceway per i circuiti stradali; Lanier National Speedway, South Boston Speedway e Oxford Plains Speedway). Ogni altro contenuto è acquistabile a pagamento, con prezzi che variano in base all’auto o alla pista scelta. Il team di iRacing è continuamente al lavoro per sfornare nuove piste e nuove auto, ma non si deve fare l’errore di voler desiderare subito un parco vetture degno di Gran Turismo, perché oltre che molto costoso ciò si rivelerebbe controproducente: il segreto per migliorare la propria guida è proprio concentrarsi su poche vetture e poche piste, assaporando l’infinita profondità che la simulazione riesce a offrire. iRacing non prevede piste o vetture di fantasia, e dunque qualsiasi contenuto è rigorosamente esistente e sviluppato su licenza ufficiale. La cura dedicata a far sì che ogni singolo aspetto sia il più realistico possibile è notevole: i tracciati sono realizzati con la tecnica del Laser Scan, che consiste nell’andare fisicamente sulla pista e “mapparla” con un apposito strumento al laser. Il risultato è ottenere una copia poligonale perfetta, con tolleranza d’errore inferiore ai 5cm. Ogni pendenza, buca, avvallamento presenti nella pista vera viene riportato fedelmente su iRacing. Allo stesso modo anche le vetture sono fedelissime, e rispondono a leggi fisiche simulate nel modo più veritiero mai visto finora.

Chi viene da simulazioni come rFactor o GTR 2 avrà naturalmente un impatto molto meno traumatico rispetto al videogiocatore medio, ma non deve dimenticarsi che iRacing non è solo simulatore ma anche community: il livello medio di abilità degli utenti è molto alto, e potrebbe quindi capitare che passino settimane o addirittura mesi prima di vincere una gara (non esiste IA: ogni gara è disputata esclusivamente contro piloti umani online). A qualche occasionale “casual gamer” curioso e la grande quantità di corsaioli scafati, si aggiungono anche veri e propri fenomeni come Greger Huttu, personaggio che sta al sim-racing come Michael Schumacher sta alla Formula 1. Anche solo per acquisire le licenze necessarie per gareggiare con un particolar tipo di vettura ci sarà da lavorare sodo: si parte da Rookie e passando per D, C, B e A si può arrivare a Pro, categoria stellare che una grandissima parte di utenti non riuscirà mai a raggiungere. Il concetto è molto diverso da quello più familiare delle patenti di Gran Turismo: ogni licenza acquisita va mantenuta, e se il pilota guida male, fa tempi non adeguati e soprattutto provoca incidenti, un apposito sistema di rating integrato può anche farlo “retrocedere” nella categoria inferiore. Proprio questo sistema automatico di valutazione fa sì che i comportamenti siano sempre (o quasi) leali e l’impegno sia elevato: vi assicuriamo che perdere punteggio per aver provocato un incidente o anche solo per essere usciti troppe volte di pista non è affatto piacevole. In casi di plateale slealtà durante le gare è addirittura possibile chiedere a commissari della software house di visionare il replay ed eventualmente sanzionare il pilota scorretto (anche con una sospensione dell’abbonamento).
 

Qualche video...

 

 







Scopri i nuovi Playseat Takuma Sato